Per come sono fatto, i preliminari sono indispensabili prima di un rapporto sessuale completo. Non mi ha mai soddisfatto l’idea (ne ho solo l’idea perchè, appunto, non l’ho mai fatto) della “sveltina”. Che tristezza! L’incontro tra due corpi, due sensualità, due diversi approcci mentali e fisici penso debba essere supportato da un gustosissimo e vario set di antipasti. Il “gusto” deve insinuarsi con dolcezza, con “timidezza” (nulla di troppo sfacciato e immediato intendo). I corpi devono essere scoperti con curiosità anche quando quella stessa curiosità è stata soddisfatta mille altre volte nel rapporto di coppia. Così facendo la 100esima volta può essere bella come la prima. A volte anche meglio. Ho sempre trovato inebriante una situazione: i due corpi quasi completamete nudi uno di fronte all’altro e l’attesa, volutamente prolungata, prima di toccarsi. Penombra; candele profumate; ci si tocca con lo sguardo e c si sfiora col corpo. Corpi tremanti per l’emozione e per quel po’ di freddo che sarà placato di lì a poco. I fianchi, le ginocchia e i seni, solitamente, li accarezzo per primi per poi andare sul viso e accogliere tra le mani guance, orecchie e capelli e appagarmi con quel sorriso sensuale che intravedo tra le ombre e la luce al ritmo della danza della fiamma della candela. Un bacio. Con la stessa intensità e lo stesso amore della prima volta che ho dato quel bacio. Per poi abbracciarla e farle sentire che, non solo io, ma tutto il mio corpo l’ama. La schiena, così grande, liscia e muscolosa va coccolata. E’ una pista di decollo e atterraggio per le mani, per i polpastrelli per i gomiti che, con moto costante, gli scivolano sopra (magari aiutati da una crema al miele o un olio aromatizato). I capezzoli mi piace accarezzarli con la stessa delictezza con cui accarezzo il viso di un bambino appena nato. Un po’ più di energia quando scendo sui polpacci; di nuovo delicato sui malleoli e nuovamente enercico (ma non troppo) quando arrivo ai piedi: mignolo, anulare, medio e indice sul dorso del piede e pollice che si prende cura dell’attaccatura delle dita dei piedi, del’arco e dei polpastrelli. E poi di nuovo su. A mani aperte fino ai glutei per poi scivolare sul monte di venere e sfiorare con dolcezza il clitoride ma solo per un attimo. E’ il momento di un bacio su tutto il corpo. Questa volta decido di partire dal basso. Il tallone è sensibilissimo; poi di nuovo l’arco del piede che, con la sua forma, accoglie perfettamente la mia guancia; le dita dei piedi, la caviglia, polpacci e ginocchia. All’interno mi soffermo un po’. Le distendo la gamba così, per lei, aumenta il piacere. E poi su…cosce, clitoride, monte di venere. L’ombelico… Ah…l’ombelico! Quanto mi piace giocare a nascondino con la linga nell’ombelico. Se poi, tutto intorno, c’è un po’ di ciccetta sexy raggiungo l’estasi. I fianchi, i seni, delicatamente i capezzoli, il collo…il collo…il collo….il collo…
Non ti faccio male, tranquilla! Voglio solo mordicchiarti i lobi delle orecchie! Con le dita sfioro il contorno del suo viso, gli occhi, il naso, la bocca e poi le massaggio il cuoio capelluto e le stiro i capelli; ma sono già di nuovo sulle cosce, le sto accarezzando il dorso del piede, le sue mani sono tra le mie e ci tocchiamo insieme. Mi distendo accanto a lei e, passivo ma non troppo, lascio che sia lei adesso a scoprirmi e a mettersi in gioco. Fra poco i nostri corpi si fonderanno in uno solo ma non ce ne accorgeremo quasi. Sarà naturale, spontaneo. Saremo un corpo solo, un’emozione condivisa, un sogno a lieto fine. Ci addormenteremo abbracciati e forse, nel sonno, continueremo a toccarci e a baciarci. Domani, quando ti guarderò mentre ancora starai dormendo, penserò che sei bellissima e che sei unica.
Un saluto.
Px.
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