…ascolto, anche più volte al giorno, “Why does love got to be so sad?” nella versione di Derek & The Dominoes. Mi compiaccio per piccolezze che, altrimenti, resterebbero tali; sorrido a me stesso e a chi ho di fronte; faccio dei bei sogni ad occhi aperti; parlo con tono di voce allegro; sono più gentile con chi mi sta intorno; sento una forte armonia tra corpo e spirito anche sotto il cielo grigio e piovoso di Torino alle 7:40 di questo 20 maggio 2008.
Sono rientrato da poco a casa. Oggi, in ospedale, ho fatto la notte. Adoro lavorare di notte. E’ tutto più ovattato e al mattino, alla fine del turno, le strade sono sgombre, le serrande dei negozi e delle case ancora abbassate; pochi rumori; le prime luci del giorno. Torino, sempre affascinante, al mattino è la mia compagna ideale.
Tra una seconda e una terza, un incrocio e l’altro, ripenso alle ore trascorse in corsia e mi rallegro perchè i pazienti sono stati bene e hanno dormito. Sorrido ripensando ad “E”: una signora sulla settantina costretta nel letto 24 ore al giorno (da giorni, ormai). Sorrido perchè, fino a tre giorni fa’, quando entravo in camera per somministrarle la terapia, mi diceva che se avesse potuto si sarebbe tolta la vita; si sfogava dicendomi “Sai Diego…ne ho ancora un pochino di fede in Dio ma non so per quanto ancora. Mi sento abbandonata”. Non sorrido pensando alla sua sofferenza; lo faccio perchè da due giorni ogni volta che mi vede mi sorride e ride di gusto ogni volta che apro bocca cercando di divertirla e di distrarla, almeno per qualche minuto, dalle più che giustificate motivazioni per essere infelice. Quasi ogni volta che entro in camera devo “bucarla”: una volta per controllarle la glicemia; un’altra per darle l’insulina; un’altra ancora per la sottocutanea anti-trombotica. Però “E” non è più dispiaciuta, anzi. Mi vede entrare con aghi, siringhe e garze e mi dice “Se ti fermi dall’altra paziente…nessun problema! Ma se provi ad avvicinarti a me ti tiro un pugno sui denti!” e poi scoppia a ridere e io la seguo a ruota. E poi le dico: “A quest’ora, se mi fai male, devo fare come Fantozzi: devo urlare in un barattolo e chiuderlo immediatamente per poi aprirlo in un posto isolato e fare uscire il mio grido di dolore senza dar fastidio a nessuno!” e lei scoppia di nuovo a rdere di gusto. Che tenera! E pensare che sta così male. Ieri sera l’ho fatta addormentare col sorriso sulle labbra perchè ho potuto fermarmi con lei dieci minuti nei quali le ho raccontato un po’ di barzellette. Che carina! Rideva di gusto! Quando le ho augurato la buona notte mi ha mandato un bacio e mi ha dato una carezza. Stavo per uscire dalla porta e l’ho sentita ancora ridere mentre mi diceva: “Se stanotte torni a rompere con le tue punture ti faccio rimpiangere di essere nato!! Ti ho avvisato!!”.
Quando vado in ospedale mi prendo una pausa dal mondo distratto e stressato. So che passerò otto ore con persone malate che, per questo, gioiscono grazie alle piccolezze ed io insieme a loro. Una barzelletta, una carezzza, un “rimprovero” a fin di bene, un “si vede che lo fai con amore e che mi tratti come fossi tua nonna”, un “Se sarò ancora ricoverata, quando finirai il tirocinio, ti va di passare a salutarmi ogni tanto?”.
Suor “C” mi ha regalato un sorriso fantastico quando le ho accarezzato il viso dopo averla aiutata a rimettersi a letto di ritorno dal bagno. Sembrava una bimba nel giorno del compleanno poco prima di scartare i regali.
Ultimamente le emozioni più belle le provo grazie a tutti loro che riescono, con le loro “porte aperte”, a farmi vedere il Diego che più mi piace. La sofferenza e l’amore ci uniscono e, quando sono felice come oggi, ho voglia di ascoltare insieme a voi le magnifiche sonorità anni ‘70 di questo brano eccezionale.
Buona giornata a tutti voi. Adesso vado a nanna.
Un saluto.
Px.
Pubblicato in Pensieri | Tag: 20 maggio 2008, 24, 24 ore, anni '70, armonia tra corpo e spirito, bacio, carezza, cielo grigio e piovoso, controllare la glicemia, Derek & The Dominoes, Fantozzi, infermiere, Infermiere notturno, insulina, lavorare di notte, poca fede in Dio, px arcobaleno, regali di compleanno, reparto ospedaliero, sogni ad occhi aperti, sottocutanea anti trombotica, Torino al mattino, tre giorni, vespa, Why does love got to be so sad