Posted by: pxarcobaleno | Maggio 2, 2008

Tre nuove amiche, un bel paesino e due città incantevoli

Alle 04:45 riesco finalmente ad alzarmi dal letto con la sveglia che suona da più di un quarto d’ora. E’ il 25 aprile. Non sto andando ad una parata militare o a qualche altra manifestazione; la meta, oggi, è un piccolo paese in provincia di Treviso. Ernesto, il marito di mia mamma, ha condiviso la levataccia con me esendosi gentilmente offerto come accompagnatore fino alla stazione di Porta Nuova. Arriviamo in stazione alle 6:00 in punto con la sua mitica Citroen Ax bianca dotata di fantastici optionals tipo…il volante, il parabrezza, il clacson e nientepopòdimenoche……le maniglie per aprire i finestrini! E’ sempre bello, caro Tinello, prenderti in giro per il tuo “piccolo catorcio”!!! Per fortuna ho prenotato il posto a sedere! Da una tratta TO - VE il 25 aprile c’è da immaginarsela la ressa che ho trovato ma, siccome era da tanto che non prendevo più un treno, avrei anche potuto dimenticarmene. Saluto Tino dal finestrino alle 06:05. Si parte in orario. L’arrivo a Venezia Mestre è previsto per le 10:50 circa.
Mi guardo intorno: il treno è di quelli con vagoni senza scompartimenti; si stà tutti insieme. Adoro viaggiare in treno (fossero solo un po’ più puliti e costassero un po’ meno, forse…); amo osservare le campagne dai finestrini mentre ascolto musica o sono assorto nei miei pensieri. Mi piace anche molto l’idea di poter fare quattro chiacchiere con uno o più sconosciuti. Anni fa’ ci riuscivo sempre; oggi sembra più difficile. E poi…avete sentito di quello che, per aver guardato con insistenza una donna in treno, si è preso 10 (dico…10!!!) giorni di carcere?!? Bisogna tener presente anche questi rischi quando si cerca di conoscere qualcuno iniziando, magari, con uno o due sorrisi. Verso Novara i tre posti accanto a me vengono occupati ma mi accorgo immediatamente di essere l’unico animato dal desiderio di socializzare: una signora sulla cinquantina legge un libro, una ragazza sulla trentina dorme e, un’altra, stessa età credo, legge un giornale e continua ad urtarmi con i suoi piedi avvolti nelle mitiche All Star tanto di moda negli anni ‘80 e riscoperte recentemente dai fanciulli che pensano di aver inventato una nuova moda. Ho solo il terrore che se le sfili: potrebbe andare a finire come nella pubblicità della Geox, penso. Ok…le regole del gioco sono chiare: non si parla. Allora metto le cuffie e ascolto musica fino a Venezia. L’arrivo è puntuale. Un po’ meno puntuale è la mia nuova amica che dice di aver trovato coda in tangenziale (le credo, ovviamente). Quando salgo sulla macchina di Erika c’è un po’ di comprensibile disagio: i nostri unici contatti si riducono a qualche commento sul suo blog e sul mio, 2 o 3 mail e 4 o 5 telefonate. E’ comprensibile che i primi 10 minuti non siano i più disinvolti ma le impressioni avute dai contatti precedenti hanno, poi, trovato un immediato riscontro. Ho, infatti, trascorso tre giorni insieme ad una ragazza estremamente socievole, intelligente, ironica, umile, ospitale e tanto tanto buona. Lei…chissà! Magari ce lo dice se commenta questo post. Ma ho l’impressione che si sia trovata bene. Appena arriviamo a casa sua conosco finalmente la mitica Birba. Una cagnetta di quasi 5 anni tenera che più tenera non si può. Insieme ad Erika ed Alessandra (della quale non ho foto ma, se volete, potete vederla qui) Birba è una delle tre nuove amiche del paesino vicino alle due città incantevoli che hanno ispirato il titolo di questo articolo. Eccovi Birba ed Erika:

Come avrei potuto non andare d’accordo con loro?
Venerdì sera siamo stati a cena fuori a Treviso con amici di Erika ed Alessandra. Quel poco che ho visto di Treviso mi è piaciuto tantissimo. Davvero una bella città. I loro amici mi hanno fatto sentire completamente a mio agio. Bella gente davvero! Peccato che io non mi reggevo in piedi dal sonno ed Erika avesse un po’ di gastrite. Finita la cena siamo andati subito a casa; una sigaretta e poi, di corsa, a nanna (con Birba, ovviamente). Sabato mattina è passata tra una dormita e l’altra (ero a pezzi) e quindi la visita a Venezia è stata posticipata al pomeriggio. Venezia… Io credo di non aver mai visto in vita mia una città bella come Venezia. Uscito dalla stazione non sono riuscito a realizzare immediatamente dove mi trovassi. Ok, ero a Venezia, certo ma…l’impatto è violento. La sensazione che ho provato mi ha ricordato il film “Le cronache di Narnia” quando i ragazzi, attraverso l’armadio, entrano in un nuovo mondo. Beh…l’armadio, nel mio caso, era la stazione. Sole, colori, sorrisi, confusione (che solitamente odio ma lì non mi ha creato alcun problema), gondole, vaporetti… GONDOLE?!? VAPORETTI?!? Se non ci sei mai stato resti letteralmente a bocca aperta! L’ambulanza era un motoscafo giallo!! Fantastico! Ho pensato di trovarmi nel paese dei balocchi. Ci sono esperienze, nella vita, che devi necessariamente fare per capire esattamente di cosa stai parlando. Venezia si vede in foto, video, servizi giornalistici, libri, ma per capire quanto, effettivamente, sia magica bisogna andarci di persona. Ho visitato diverse città d’arte ma mai, come in questa occasione, ho provato quest’emozione. A Venezia è tutto bello. Tutto tranne l’inciviltà dei turisti di serie Z che lasciano alle loro spalle la testimonianza del loro passsaggio: buste di plastica, lattine vuote (quando va bene), incarti di merendine, pacchetti di sigarette, avanzi di cibo. E poi ci lamentiamo di chi non fa la differenziata. Questi neanche arrivano ai cestini! Che schifo di gente! Ecco…questa, per me, è stata l’unica pecca di Venezia ma la colpa, voglio sperare, non è certo dei veneziani.
Alle 20:25 abbiamo fatto ritorno. Mezza giornata è davvero nulla per Venezia ma mi è bastata per fami un’idea della città che andrò a visitare quanto prima per una settimana indimenticabile.
Un ringraziamento è d’obbligo per Erika che, oltre ad essersi fidata di accogliere in casa un “quasi” sconosciuto (anche se tutti i suoi amici/che, parenti e colleghe avevano i miei recapiti telefonici, l’indirizzo e-mail e quello del blog), è stata un’ottima padrona di casa e una preziosissima nuova amica. Mi ha fatto sentire perfettamente a mio agio con lei, con i suoi amici e in casa sua. Sono stato suo ospite ma non me ne sono mai accorto; sono stato trattato come uno di famiglia.
Nella vita cerco continuamente di fare nuove amicizie e di saldare quanto più è pssibile quelle che già esistono. Il blog lo vivo anche come strumento per implementare queste possibilità perchè credo che conoscersi (e poi piacersi o meno) sia sempre una bella opportunità che possiamo offrirci. La vita è fatta di relazioni. Le relazioni le abbiamo con persone che, sicuramente, un giorno ci erano estranee. Poi le abbiamo conosciute e queste conoscenze sono avvenute nelle più diverse circostanze. Tramite un blog? Perchè no? A casa mia ci sono tre comodi posti letto e Torino è una città bellissima da visitare (secondo me); io credo di essere una brava persona…e questa è la mia e-mail: 773@libero.it
Grazie ancora nuova e cara amica Erika!
Un saluto.
Px.

Risposte

Grazie a te per il bellissimo post.
Sai che puoi tornare quando vuoi.
Un bacione
Erika
PS: Un bau da Birba

Bella cronaca. Quasi fa sembrare di essere stato lì con voi.

Venezia…ci sono stata da ragazzina..mi piacerebbe ritornarci e viverla da adulta, chissà che effetto mi farebbe?! .-)
Ciao Diè buona settimana!
smack!

bellisima venezia…. quando ci sono entrato ho provato anche io quella sensazione di essere entrato nel paese dei balocchi…. ci tornerei volentieri…

venezia, fin meglio di liberty city! ;)

Nel mitico far-west, accanto a Dodge City, una collinetta è diventata il più leggendario cimitero del tempo in cui si seppelliva uno per molto meno
d’un’irrisione della bella auto del marito della mamma: un po’ come se io appendessi, anzichè gli stivali, i tuoi gioielli di famiglia sul Monte dei Cappuccini!

Venezia è un sogno… e anche la tua esperienza mi sembra che sia stata allegra, interessante e piacevole. Complimenti e te e alle tue nuove amiche.

Io vado ogni anno a Venezia e ne rimango sempre incantata.

Conosco molto bene Venezia e la sensazione che dà uscire dalla stazione di Santa Lucia per prendere il vaporetto.
Per la tua settimana di scoperta ti consiglio:
1) cammina il più possibile ed evita quanto più puoi le zone molto turistiche: scoprire i vicoli sconosciuti di Venezia è la vera emozione, e quando accade Piazza San Marco e il Ponte dei Sospiri ti sembrano solo una scenografia, e nemmeno più tanto belli.
2) non andarci in estate: la stagione migliore è l’autunno, inizio di ottobre per la precisione (non c’è ancora l’acqua alta -salvo sfiga come la mia che l’ultima volta l’ho trovata, ed era il 3 ottobre-, il clima è accettabile, ci sono molti meno turisti, e soprattutto puoi beccare quel giorno di foschia che rende la città ancora più affascinante).
Buona esplorazione :)

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