Intervista

Domenica 30 marzo 2008 h. 21:50. D. mi accoglie a casa sua per l’intervista che ha accettato di farsi fare. Salgo un piano di scale e mi apre con addosso un paio di jeans con gli orli consumati, una maglietta nera e una felpa a strisce orizzontali grige e blu con cappuccio. Non porta scarpe nè ciabatte. I capelli sono un po’ spettinati ma gli occhiali, con montatura leggera, puliti. Mi sorride. Ma è un sorriso che nasconde una forte curiosità. Una stretta di mano vigorosa ma non troppo ed entro in casa: una piccola entrata arredata con una cassettiera,uno specchio e un appendiabiti. Scorgo, con sguardo distratto, il bagno e la camera da letto. Credevo di trovare disordine ma ero solo depistato dai capelli spettinati. Due passi e siamo nel soggiorno. Spiccano una candela e una lampada che, accese, regalano un’atmosfera soft e rilassante, un divano (che scoprirò estremamente comodo), un tavolino del ‘700, stereo, tv, pc portatile con tutte le porte usb occupate, libri, dvd, whs, un’insolito orologio alimentato da due arance, e una maschera africana intagliata da mani esperte. In sottofondo Patrizia” di Eugenio Finardi è giunta al termine e le prime note della canzone successiva sono quelle di “Le ragazze di Osaka“; stesso autore. C’è un po’di imbarazzo nell’aria ma D. fa di tutto per mettermi a mio agio e ci riesce quando mi fa accomodare sul divano e mi porge una tazza con una tisana alla rosa di bosco appena addolcita con un cucchiaino di miele. Mi offre una sigaretta; fuma Pall Mall blu. L’accetto; me la porge, mi fa accendere, ne accende una per se e si siede accanto a me o meglio…si stravacca: un cuscino sotto la nuca, uno dietro la schiena e gambe distese su un poggia piedi in tessuto a fiori dall’aspetto invitante. Lui è a suo agio e io anche. Tiro fuori dalla borsa in pelle un registratore; lo appoggio sul tavolino in legno di fronte a noi, premo il tasto rec e inizio a registrare. Intanto, in sottofondo, “At the chime of a city clock” di Nick Drake lascia il posto a “Behind blue eyes” degli Who.
Inizio con le domande.

IO: Raccontami cosa hai fatto stamattina.
D: Mi sono svegliato di buon ora considerato che è domenica; saranno state le 9:00. Ho cazzeggiato un po’ per casa: Poi ho fatto colazione con the e biscotti guardando un documentario; doccia, un po’ di cura del corpo e poi sono venuto qui in soggiorno. Ho acceso il pc, ho controllato la posta in arrivo, il blog, ho aperto msn e poi ho selezionato una scaletta di brani musicali da ascoltare a tutto volume per iniziare con buon umore la giornata. Sono andato avanti così fino alle 12:00. Alle 12:30 avrei dovuto essere a pranzo dai miei e, proprio mentre stavo per spegnere il pc, una persona, su msn, mi scrive un “Ciao Diego! Un salutino e un consiglio…?”. Avevo glà il puntatore del mouse su chiudi sessione. Ovviamente non ho chiuso la sessione. Quel messaggio mi ha riempito di gioia. Ho chiacchierato un po’ con questa persona (felicissimo perchè non contavo di sentirla) e alle 12:20 sono uscito di casa.
IO: Chi è questa persona?
D: E’ una persona in gamba, simpatica e matura con cui mi fa molto piacere avere a che fare.
IO: M o F?
D: Una persona che sento con immenso piacere.
IO: Non ti va di dirci almeno il suo nome?
D: No. Passiamo oltre per favore.
IO: Ok. Come preferisci. La tua “prima volta”?
D: La mia “prima volta” avevo 17 anni, era agosto ed ero al mare in Abruzzo. L’ambientazione non era delle migliori ma andava comunque bene a tutti e due: nella Fiat Tipo di mio padre, nel garage di casa ascoltanto “The Joshua Tree” degli U2. Non dimenticherò mai quel che accadde quel pomeriggio. Nulla di che…ma è stata la prima volta, appunto.
IO: Di che cosa hai paura maggiormente?
D: Ho paura di morire soffrendo e accorgendomene; ho paura di non riuscire ad incontrare la donna della mia vita; ho tanta paura del buio quando sono da solo; ho paura di perdere la mia famiglia; ho paura di non riuscire a vincere tutte le sfide che dovrò accettare nella vita.
IO: Una cosa che ti piace tantissimo?
D: Oziare.
IO: Spiegati meglio.
D: Quando è possibile mi piace passare le ore a leggere, ascoltare musica, dormire, passeggiare, andare in bici, curiosare in internet, andare per negozi, sognare ad occhi aperti, scrivere, sentire gli amici, cullarmi nei ricordi… Ma non posso farlo sempre purtroppo…
IO: Il tuoi cibi preferiti?
D: I crostacei, l’insalata belga, gli hamburger, la pizza, il kebap, la frutta esotica, i cavolfiori, i broccoli, il filetto, i passatelli, le penne rigate al sugo di salmone, il gelato (gianduja, caffè e stracciatella in particolar modo), la nutella, il pane fresco.
IO: L’ultima volta che hai pianto?
D: Qualche sera fa’ pensando a mio padre. Mi manca.
IO: L’ultima volta che hai riso?
D: Stamattina su msn quando mi è stato dato del “provolone”.
IO: La tua canzone preferita?
D: “Patrizia” di Eugenio Finardi. Trovo che sia una dichiarazione d’amore estremamente dolce e sentita.
IO: Il tuo film preferito?
D: Ce n’è uno per ogni stato d’animo: se sono malinconico “I ponti di Madison County” o “A spasso con Dasy”, se ho voglia di ridere ed emozionarmi allo stesso tempo “50 volte il primo bacio”, se mi sento carico “Quei bravi ragazzi”, se voglio riflettere “Paolo Boersllino”; in questo momento non me ne vengono in mente altri.
IO: Uscendo dal portone di casa, domani mattina, cosa vorresti vedere?
D: Vorrei che ci fosse il sole; vorrei non sentire puzza di smog; vorrei incrociare persone sorridenti. Così la mia settimana inizierebbe bene.
IO: Cos’è, per te, l’anima gemella?
D: La persona grazie alla quale ogni singolo battito del mio cuore avrà finalmente senso dal magico incontro fino al mio ultimo respiro.
IO: Cos’è, per te, un amico?
D. Un prolungamento del mio corpo e del mio spirito. Una persona che tiene a me come a se stesso. Una persona in grado di capire quando ho bisogno di lui prima ancora che gli chieda di starmi vicino nei momenti di difficoltà; una persona che mi ammonisca se sbaglio ma che, subito dopo, mi abbracci per non farmi dubitare mai dell’amore che prova per me. Una persona che sia disposta a chiedermi aiuto, in caso di bisogno, 400 volte di seguito senza farsi alcun problema; una persona con cui posso fare 1000 Km in macchina in silenzio senza provare disagio. Una persona che mi accolga in casa sua come un fratello. Una persona che abbia sete di me e che si disseti con me.
IO: Il tuo colore preferito?
D: Quello dell’arcobaleno.
IO: Una cosa che ti emoziona tantissimo?
D: I sorrisi dei bambini e l’amore.
IO: Una cosa che vorresti non aver mai fatto?
D: Fossi stato un po’ più maturo, anni fa’, avrei dato molte meno preoccupazioni ai miei genitori. Si sono sempre fatti in quattro per me e mio fratello e sono certo di non averli ripagati con la stessa moneta.
IO: Sei credente?
D: Credo di si. Credo e spero che esista qualcosa oltre la vita terrena. A volte perdo un po’ la fiducia e a volte la ritrovo. Ogni tanto prego ma, con Dio, o chi per lui, in preghiera ho un “dialogo” un po’ personalizzato. Ad esempio quando recito il Padre Nostro al posto di dire “…che sei nei cieli, fa che venga al tuo Regno…” dico “…che sei nei cieli, se puoi, aiutami a trovare il tuo Regno”; oppure al posto di “…dacci oggi il nostro pane quotidiano…” gli dico “…pensa prima a chi ne ha più bisogno e, se ne avanza, dammi anche oggi il mio pane quotidiano”; e al posto di “…e non indurmi in tentazioni ma liberami dal male” gli dico “…aiutami a non cedere alle tentazioni e liberami…” perchè mi sembra sciocco immaginare un Dio che ti induce in tentazioni. Il mio Dio non induce nessuno in tentazioni. Il male induce in tentazioni, non lui. Un amico, tempo fa’ mi ha detto che è bellissimo il mio chiedere “se puoi…” ma mi disse che non era indispensabile perchè Dio è onnipotente e quindi può fare tutto. Ma io me lo immagino incasinato di lavoro a causa della condizione del mondo e quindi penso che anche un onnipotente, a volte, non riesca a stare dietro a tutto. Credo che sia giusto andargli un po’ incontro lasciando spazio a chi ha più bisogno di lui quando noi possiamo farcela da soli.
IO: Si è fatto tardi. Fai finta di aver appena incontrato l’anima gemella di cui sopra. L’ai invitata a passare una serata con te e lei ha accettato. Che organizzi?
D: Beh..innanzitutto passo a prenderla io. Preparo un cd con musica piacevole, romantica ma che non stufi dopo la terza o quarta canzone. Una volta sotto casa sua, le citofono e l’aspetto davanti al portone. Quando scende la saluto con bacio sulla guancia, vado al suo fianco verso l’auto e la faccio accomodare aprendole e chiudendole la portiera. Ho prenotato in un ristorante dove si mangia cucina meridionale (a mio avviso la più buona) sperando che le piaccia. Il locale è piccolo, accogliente, dai colori vivaci con personale simpatico, divertente ma non invadente. Al nostro tavolo, accanto al suo bicchiere, c’è un piccolo mazzo di fiori (gerbere, viole e un’orchidea) che ho portato nel pomeriggio. Si parlerà di ciò che più ci farà piacere. Dopo il caffè la porterei a fare una passeggiata in una zona romantica continuando a parlare, ridere e sognare insieme. A quel punto se la cosa non la imbarazza le propongo una tisana da me, luci soffuse, un po’ di buona musica e un massaggio rilassante. Se accetta, rispetto la scaletta e cerco di metterla complatamente a suo agio facendola sentire a casa sua. Quando mi accorgo che è stanca le chiedo se vuole essere riaccompagnata a casa. Una volta sotto casa l’accompagno al portone, chiacchiero ancora un po’ con lei e, quando decide di salutarmi mi avvicino per baciarla sulle guance. Se lei mi porge le labbra inizio a farle capire quanto l’amo. Altrimenti le lascio tutto il tempo che le serve continuando a far battere il mio cuore per lei.
IO: Si è fatto tardi e, per ora, ho avuto tutte le risposte che volevo. Grazie di tutto D.
D: Grazie a te. Alla prossima.

Spengo il registratore, lo metto nella borsa in pelle e lui mi porge la giacca. Mi accompagna alla porta. Una stretta di mano vigorosa ma non troppo, un sorriso curioso e un bacio sulla guancia. Alle mie spalle sento chiudere la porta. E’ tardi, sono a pezzi, non vedo l’ora di andare a letto.

Un saluto a tutti.
Px.

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24 Comments on “Intervista”

  1. pxarcobaleno Says:

    @ Licia: Grazie…mi fai arrossire.
    @ Licia: credo che vivrò per mia moglie e per i figli che ameremo e cresceremo insieme.

  2. Felsina Says:

    Davvero bello questo post, ti riflette appieno.
    Anche io ho una paura dannata di non trovare la mia anima gemella. Un pò mi sono rassegnata….mi sa che la mia non esiste proprio.

  3. Sara Says:

    Bellissimo post Diego, originale l’impostazione e unico il contenuto. :)

  4. roselia Says:

    ottima scelta per Behind blue eyes! ;-)
    in quanto all’ozio lo sai che è il padre dei vizi? ;-)
    viziosone!!! :lol:
    un bacione!

  5. Erika Says:

    Ciao Diego,
    sono Erika. Grazie per le belle parole che hai lasciato sul blog mio e di Ale. Ho letto un po’ di tuoi post e devo dire che ti stimo molto. Ciò che hai scritto su di te, poi, mi pare estremamente coraggioso. Ci vuole coraggio infatti ad esporsi e a non temere il giudizio altrui. Vorrei dirti tante cose ma sono rimasta muta… ti dico solo che mi sono ritrovata in molte delle caratteristiche che hai usato per descriverti e condivido il tuo modo di affrontare la vita. Sono proprio contenta che la pioggia sia finita e di aver visto l’arcobaleno! Un abbraccio forte.
    Erika

  6. pxarcobaleno Says:

    @ felsina: Grazie…troppo buona! In quanto all’anima gemella credo ce ne sia una per ognuno di noi. Dove e quando è il vero problema! Fortuna che esistono gli amici! :)
    @ Sara: Grazie Saretta! Detto da te è un onore: tu hai…occhio! :)
    @ Roselia: Grandi gli Who, vero? Bello il tuo avatar col cappellino giamaicano… ..zzo te ridi?!? :)
    @ Erika: devi aver passato la giornata sul mio blog, allora! I miei post sono lunghissimi! Sono contento che ti piaccia quest’arcobaleno. Ma qui puoi vederlo sempre, anche se non piove. Il vostro blog è davvero molto bello. Ricorda che hai un allievo alla lezione di storia! :) Ciao, a presto.

  7. Serena Says:

    Ci ho messo un attimo a capire. Poi ho visto che l’intervistato si chiamava D. :-)
    Ho scoperto “Patrizia” non molto tempo fa e sono letteralmente esplosa a piangere di gioia… dopo una bellissima domenica trascorsa al lago. Concordo su “I ponti di Madison County”, W Clint ;-)

  8. fede.com Says:

    questo dialogo così intimsta mi ha lasciata spiazzata, senza parole… wow!

  9. pxarcobaleno Says:

    @ Serena: a me commuove tantissimo Patrizia. L’ascolto spessissimo. Ti è piaciuto PxArcobaleno che intervistava Diego? :-)
    @ Fede: grazie Fede! Grazie di cuore! Sono in un periodo introspettivo… Grazie per essere passata a trovarmi. A presto!

  10. Serena Says:

    Sì, un simpatico espediente letterario :-)

  11. pxarcobaleno Says:

    @ Serena: grazie di cuore.

  12. basteuch Says:

    in un qualche modo questa auto-intervista mi riporta indietro negli anni, ai dialoghi surreal-introspettivi di fronte a una telecamera, per Il Covo – The Movie. Prima o poi dovremmo metter di nuovo mano su quelle bobine…

  13. pxarcobaleno Says:

    @ bast: chi ha tempo non aspetti tempo!

  14. melania Says:

    Mi è piaciuto tanto. anzi no, tantissimo. Direi che mi ha quasi emozionato.
    Penso che se io fossi mai uscita con un ragazzo, con un uomo e si fosse comportto in quel modo, mi sarei innamorata all’istante.

  15. basteuch Says:

    @px: non dire gatto se non l’hai nel sacco!

  16. pxarcobaleno Says:

    @ melania: dai allora!!! Spargi la voce con le tue amiche di Torino e dintorni!! :)
    @ basteuch: stupido è chi lo stupido fa!

  17. basteuch Says:

    @px: Puoi essere colto, ricco, illustre e chiaro, se non hai civiltá sei un somaro.

  18. melania Says:

    Notte Px e buona domenica

  19. laprofumiera Says:

    Cos’è, per te, l’anima gemella? …La persona grazie alla quale ogni singolo battito del mio cuore avrà finalmente senso dal magico incontro fino al mio ultimo respiro.
    Cos’è, per te, un amico? …Un prolungamento del mio corpo e del mio spirito.

    Parole davvero bellissime!
    Smack

    P.s. anche se ero assente causa vacanza “forzata” ho visto che hai cercato di traviare il mio fidanzato… ;-)

  20. barbie Says:

    significherà forse questo quando si sente dire che qualcuno poco dopo aver perso la persona amata è morto di crepacuore???
    perchè non aveva più motivo di battere???
    ;)

  21. pxarcobaleno Says:

    @ laprofumiera: Grazie per i complimenti. Mi fanno sempre tanto piacere anche se mi imbarazzano. In quanto a Pilotino… :) è incorruttibile!! :)
    @ barbie: finalmente la barbie ha bussato di nuovo a questa porta! Secondo me il motivo è proprio quello. Spesso i cuori smettono di battere quando non c’è più un’anima gemella alla quale dedicarne i battiti. A presto. Ciao!

  22. newyorker Says:

    troppo lungo….allora solo un saluto ;)

  23. pxarcobaleno Says:

    @ Newyorker: grazie per essere passato! A presto.


  24. E’ stato davvero piacevole leggere questa auto-intervista in cui ti apri e parli di questioni molto personali, come quelle dell’amicizia (mi sono piaciuti molto i termini in cui ne parli) e dell’amore.
    Sembri una persona sensibile e profonda, che non si ferma all’apparenza, ma va dritto al cuore della cose.
    A presto.
    princi


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