Posted by: pxarcobaleno | Febbraio 11, 2008

+ psicologia - guerre

Cos’è la psicologia?

“PSICHE”, dal greco, “soffio di vita”; dal latino, “animo”. Il concetto di “animo”, troppo “religioso” ha fatto sì che dal XIX secolo “animo” fosse trasformato in “comportamento”. E quindi Psiche = Comportamento (insieme dei processi consci e inconsci attraverso i quali, una persona, costruisce i suoi comportamenti). La psicologa ha molte teorie; chiavi di lettura sulla complessa e diversificata realtà che è la personalità di ognuno di noi. Comportamentismo, cognitivismo, psicoanalisi… Ce n’è per tutti i gusti. Si può scegliere. Nessuna imposizione. Si può sempre scegliere nella vita. Se fai del male è perchè hai scelto di fare del male. Se accetti, passivamente, un torto, è perchè hai scelto di non gridare le tue ragioni. Se sei buono e cerchi sempre di rispettare tutti è, senz’altro, perchè hai scelto tu di essere buono e rispettoso.

Da sempre mi affascina la psicologia. Gli psicologi tendo a idealizzarli. Supereroi, ai miei occhi. Nel mio inconscio, quando abbracciano la professione, è come se entrassero nella cabina telefonica (quella si Superman, per capirci) coi loro abiti per uscirvi 2 secondi dopo  con, addosso, un costume sul quale risalta la E di Equilibrio (per correttezza, visto il tema trattato, confesso di aver fatto un errore di battitura…Pensate un po’!!…Al posto di scrivere Equilibrio ho scritto Squilibrio; ma ho poi subito corretto. Davvero! Non scherzo! Può valere, come giustificazione, che sulla tastiera la “e” e la “s” sono molto vicine?)

Sapevo cosa fosse, a grandissime linee, la psicologia anche prima dell’incontro con il mio primo psicologo all’alba dei miei 18 anni. Un comportamentista. Hai paura del fuoco?…Avviciniamoci alle fiamme e parliamo di cosa provi…

Il cammino insieme a lui è durato pochissimo ma è stato importante perchè ho capito che ad ogni paura o disagio corrisponde un ottimo motivo per aver paura o per provare disagio. Ho iniziato a non colpevolizzarmi più del dovuto. Ho iniziato a rispettarmi. E ho capito, soprattutto, che, magari non con lui, avrei potuto aiutarmi. Non male! Stavo davvero raggiungendo la maturità? Ho poi scoperto Freud e i freudiani con la loro fantastica analisi dei sogni ma anche della vita razionale, sessuologi, psicodrammi,…; niente paura non sono il fratello di Annibal. La convinzione di molti (me compreso a 18 anni) è che i problemi che viviamo con una certa assiduità (sempre gli stessi) costituiscano l’iceberg. Un bravo psicologo ti aiuta a capire che il tuo problemino ricorrente, qualunque esso sia, è, in realtà, la punta dell’iceberg. Ed è bello indossare insieme a lui una bella muta, le bombole dell’ossigeno e gli occhialini (per vederti meglio); tuffarti ed iniziare a scendere nelle profondità del tuo inconscio. Scoprire fondali mai visti o immaginati prima di allora ma, stranamente, familiari. Iniziare a sentirsi finalmente a casa propria dentro se stessi. Magari non riuscendo a scoprire proprio tutte le motivazioni dei nostri disagi ma, garantisco, in grado di affrontare la vita con molta più consapevolezza e grinta e, se interessa, in un mondo che avvertirà il cambiamento. 

Ma torniamo al titolo del post: + psicologia - guerre… Dopo il cammino introspettivo, ormai concluso da anni (anche se non escludo la possibilità di nuove escursioni, in fututo, presso nuove mete) ho maturato, in me, lo slogan che dà il titolo a questa pagina. Sono infatti convinto che, il giorno in cui l’opinione pubblica (tutti noi, tu compreso) coglierà davvero le potenzialità di una sana e gustosa terapia psicologica ad personam, nel giro di 2, massimo 3, generazioni i figli dei nostri pronipoti sentiranno parlare delle guerre solo nei libri (o quello che esisterà allora) di storia. Se i padri dei nostri nonni, (tutti, però!) all’età di 10, 12/13 anni al massimo, avessero avuto la possbilità di iniziare un cammino psicologico che li avesse portati a capire il perchè dell’esistenza dell’aggressività, della maleducazione, del desiderio più o meno conscio di calpestare gli altri, del perchè del senso di inappropriatezza che a volte si prova, ecc… loro, da grandi, sarebbero stati “migliori” con i loro figli che, a 12/13 anni, avrebbero iniziato la “prevenzione” con un grosso vantaggio rispetto a mamma e papà…e così via. Se davvero capisci quale paura ti spinge a pestare i piedi al tuo vicino non glieli pesterai mai più. Lo aiuterai, anzi, nei momenti di difficoltà. Niente più guerre o forme di violenza nel giro di 2/3 generazioni. Ne sono convinto! Si vede finalmente, in ambito sanitario, una forte propensione alla prevenzione delle malattie. Cose tipo la visita gratuita una volta all’anno per prevenire il tumore alla mammella, per capirci. Ottimo! Fantastico! E’ la strada giusta!! Ma attenzione! L’uomo non è solo organi e tessuti. La prevenzione deve abbracciare anche la psiche. I benefici sarebbero incommensurabili. Sogno un governo stimolato e sedotto da questa prospettiva. Quando già fumavo con decisione una psicologa mi diede una sua interpretazione in merito alla dipendenza dalla sigaretta: filtro della sigaretta = capezzolo della mamma per il neonato (e io aggiungo anche l’esempio del bere dalla bottiglia). Per qualcuno lo svezzamento è stato vissuto come un torto e, appena accortosi del feticcio disponibile dai tabaccai, ha posto rimedio. Per altri i passati di verdura e di pesce sono stati il meglio che potesse accadere e, quando vanno dal tabaccaio, acquistano marche da bollo. Avessi scoperto questa prospettiva prima della prima sigaretta non l’avrei mai fumata, probabilmente.

Finito. Rileggo a caccia di errori, correggo e pubblico.

A risentirci. Un saluto a tutti.

Px.

Risposte

Non sono in disaccordo, anzi sono certo che una sana psicologia possa aiutare, sono altresì convinto però che troppo tempo passato a valutare ciò che si è fatto o non fatto ti tolga tempo per fare, e da fare ce ne sono milioni di cose ed il tempo sarà sempre troppo corto per farle tutte…credo che lascerò ai posteri la psicanalisi delle mie azioni.

Prima di risponderti vorrei dire solo una cosa a 23: SICURO CHE GUARDARTI DENTRO FINO IN FONDO TI PORTI VIA DEL TEMPO? PENSA COSA SIGNIFICHEREBBE INVECE AVERE GLI STRUMENTI PER OTTIMIZZARLO, CONSAPEVOLE DELLE DISTORSIONI MENTALI CHE SPESSO CI FANNO INTERPRETARE MALE LE PERSONE E GLI AVVENIMENTI. MENO FRAINENDIMENTI, MENO DISCUSSIONI, MENO INCOMPRENSIONI, MENO CAMBI INVERSIONI DI PERCORSI, MENO ERRORI, MENO DISAGI… E CHISSA’ QUANTO POTREI ANDARE OLTRE… TUTTI ELEMENTI COMUNQUE CHE SE ELIMINATI MIGLIORANO IL TUO TEMPO! ;)

PX ARCOBALENO: Guarda, ti farei un tributo, una laurea ad onorem in psicologia per ci che scrivi, davvero. Anche se il tuo pensiero è sicuramente comune a chi, come te, ha fatto un percorso psiclogico personalizzato, comprendere così limpidamente l’importanza della psicologia e dell’introspezione empatica per il buon andamento dell’intera umanità è da pochi. Spesso chi compie un cammino per comprendere meglio se stesso ha paura poi di ammettere quanto utile sia stato…
Il punto dell’uomo come essere non solo fatto di organi e tessuti poi si premia da solo, è quelo che la nostra categoria difende con le ungie, un’umanità che troppo spesso viene messa in standby…
baci baci baci.
Ma una pagina su di te? no? così conosciamo meglio le tue “generalità” ;)

@ desmondtutu: dopo essermi fermato per fissare il fervore della tua scrittura maiuscola ho letto ciò che hai scritto…ribadisco che sono favorevole alla psicologia e che non me ne è estraneo l’utilizzo, sia imposto (minore età) che cercato. Non sono però favorevole ad un utilizzo smodato. La trovo un valido supporto ed aiuto nell’auto-comprensione, nel quale però spesso ci si rifugia per paura di non aver ben capito il perchè di qualcosa della nostra vita, di quello che abbiamo fatto o detto, o… . Se ho fatto qualcosa, ho risposto in quel modo, ho fatto quella valutazione (ecc.) in quel momento avrò sicuramente avuto i miei buoni motivi, magari sbagliando, ma li avevo; nel qual caso la psicologia potrebbe spiegarmi il perchè, se era giusto o sbagliato, ma il percorso per avere queste risposte non è mai breve. Credo perciò che la psicologia andrebbe indirizzata su i GRANDI problemi di una persona, sulle cose che fanno sì che non ti accetti, sui GRANDI avvenimenti della nostra vita e non sprecata (a parer mio) per i piccoli quesiti o le piccole incomprensioni, per quelle basta continuare a vivere e prima o poi ti fai furbo. La vita è troppo breve perchè si possa avere una risposta o un consiglio su ogni sua sfaccettatura (A meno di non aver scelto la strada del monaco buddista). Spero di averTi meglio chiarito la mia opinione, rimango comunque aperto a critiche, risposte o domande. Per ora è un piacere aver fatto la tua conoscenza :)
@ pxarcobaleno: Grazie dello spazio ;).

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